Perde la testa per una "escort": imprenditore di Brescia Massimo Pergolizzi a processo per rapina

Ha rischiato di finire “mazziato” (come quel marito della celebre espressione popolare) il fidanzato di una seducente escort finito a processo per rapina e lesioni. L’imputato, fortunatamente per lui, è stato invece assolto dall’accusa più grave e condannato al minimo della pena (due mesi e venti giorni) per averla spinta con forza facendola cadere in strada, in reazione a uno sputo in piena faccia. “Immagini” processuali di un burrascoso rapporto che l’uomo,  Massimo Pergolizzi di Brescia, un imprenditore che si occupa di sicurezza aziendale,  difeso dall’avvocato Stefano Brandina, ha descritto in lacrime davanti al giudice dell’udienza preliminare Sonia Pasini. Il racconto deve aver fatto breccia se perfino il pubblico ministero, alla fine, ha chiesto l’assoluzione per la rapina del telefonino della donna (uno degli oggetti che gli aveva regalato lui stesso). Lui, rammaricato per averle provocato delle lesioni con quell’improvvida e istintiva spinta, si fa un’unica “colpa”: «Sono innamorato». Una specie di ossessione che non lo abbandona neppure adesso, nonostante il fatto che in quel telefonino rimasto nelle sue mani abbia trovato le prove di tradimenti e bugie di ogni genere.

La storia tra i due risale al 2014. Il primo contatto è virtuale: galeotto è un sito di incontri. Da quel momento la vita dell’imprenditore Pergolizzi  non è più la stessa. Si frequentano e lui si convince di poterla redimere: vuole averla tutta per sé. Un desiderio costoso anche perché lei deve risolvere anche un altro dispendioso problema che sostiene di avere: la dipendenza dalla cocaina. Così l’uomo chiude i piccoli debiti che ha in giro con gli spacciatori e finanzia, con una somma iniziale di 3.500 euro, un periodo di permanenza in un istituto perché lei possa disintossicarsi. Quando si rivedono, in un hotel-residence della zona, lei dovrebbe essere “guarita” e invece per prima cosa gli propone di fumare assieme uno spinello. Nasce la discussione che di lì a poco li porterà, una volta in strada, a discutere. A un certo punto lei si gira e gli sputa in faccia. Di lì la reazione: una spinta, la caduta, il dolore alla costola. Lei scappa, lasciando per terra lo zaino e il telefonino. «Ho raccolto tutto per restituirglielo, ma non l’ho rintracciata». Lei nel frattempo va in ospedale e lui in breve si ritrova la polizia a casa. «Rapina».

Denuncia o no, però, la sua principale preoccupazione è non perdere la donna che ama. La cerca, la frequenta, di nuovo, riconosce il figlio che lei sostiene essere dell’uomo. Non chiede il test del Dna né si ferma di fronte al dubbio che non sia suo: in uno degli ultimi incontri lei lascia “aperto” Faceboook e lui scopre che la donna lo definisce “un pollo” con un’amica e deride la sua certezza di essere il padre: «Ahahah». Messaggi utili all’avvocato che li ha presentati al giudice per inquadrare il contesto della “rapina”, ma sui quali l’imprenditore è pronto a soprassedere. «Al cuore non si comanda».

Rapina escort di lusso: Prima i calci e i pugni, poi la rapina: arrestato l'incubo delle escort di lusso“

http://www.romatoday.it/cronaca/arresto-ahmad-afraz-rapine-escort.html 

 

Rapina escort di lusso: arrestato Ahmad Afraz

Era diventato l'incubo delle escort di lusso di tutta Europa. Ahmad Afraz, 24enne pakistano, è stato arrestato dopo una operazione congiunta tra gli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Giovanni e i colleghi della polizia francese, opportunamente attivati dal personale del Servizio Interpol della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

Il giovane è ritenuto responsabile di numerose rapine, ai danni di escort di lusso, in diverse città italiane: Roma, Firenze, Napoli ed in alcune città europee, tra cui appunto Parigi. 

In Italia come profugo-richiedente asilo politico

Dagli accertamenti svolti, il giovane, dopo aver soggiornato dal 2011 al 2014, a Manchester, in Inghilterra, dove è stato arrestato e condannato per la commissione di reati contro il patrimonio, nel dicembre 2014, utilizzando generalità parzialmente difformi, è entrato in Italia, come profugo richiedente asilo politico.

Durante la permanenza nel nostro Paese, Ahmad Afraz si è reso responsabile di gravi episodi criminosi, tra cui diversi furti, e, almeno quattro rapine ai danni di altrettante escort, nelle città di Napoli, Firenze e Roma.

L'ultima rapina a San Giovanni

Nell'ultima rapina, ai danni di una giovane romena picchiata con calci e pugni, avvenuto a Roma il 17 gennaio scorso, gli investigatori del commissariato San Giovanni, hanno raccolto una gran messa di indizi di colpevolezza nei confronti di Ahmad Afraz che ha consentito al magistrato inquirente del pool "reati contro il patrimonio" della Procura della Repubblica di Roma, di richiedere ed ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Ristretto agli arresti domiciliari a Caserta, è però riuscito ad evadere e così nei suoi confronti l'Autorità Giudiziaria ha disposto un mandato di arresto europeo consentendo agli agenti di individuarlo a Parigi.                         

Le altre aggressioni in giro per l'Europa                                 

Dall'analisi delle informazioni acquisite sui social utilizzati dall'indagato e delle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, è emerso altresì che Ahmad Afraz era costantemente in viaggio nelle maggiori città italiane nonché nelle più note capitali europee, tra cui Madrid, Parigi e Londra, oltre che in Svizzera, Olanda e Belgio. Ed era in possesso di numerose schede telefoniche intestate a persone diverse e ignare, oltre a presentarsi sempre ben vestito e in possesso di molto denaro.

Oltre alla misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, risulta da eseguire un provvedimento di fermo della procura della Repubblica di Napoli per una rapina aggravata, commessa ai danni di una escort russa.

Ancora indagini in corso

Nel frattempo sono in corso ulteriori indagini per verificare l'esistenza di altri episodi criminosi della medesima specie, commessi in Italia e nel resto d'Europa, atteso che, su un forum utilizzato dalle escort, si fa riferimento ad un personaggio avente le caratteristiche di Ahmad Afraz, responsabile di numerosi altri episodi, analoghi, a Roma, Napoli, Firenze e Milano. Al momento Ahmad Afraz risulta ristretto presso una struttura carceraria parigina dove dovrà scontare una condanna ad un anno di reclusione per il reato di estorsione e rapina aggravata ai danni di una escort francese.



 

 

Fissa appuntamenti con le escort, poi le droga, le violenta e le rapina: oltre 20 gli stupri, arrestato.

http://www.milanotoday.it/cronaca/droga-violenta-prostitute.html 

 

Droga, violenta e rapina le escort di lusso: oltre 20 gli stupri, arrestato insospettabile“

 

"E' senza dubbio un criminale seriale", lo sostengono gli investigatori del Commissariato Centro che hanno seguito le indagini. Lo dimostra il suo modus operandi che negli ultimi due anni gli avrebbe permesso di abusare di oltre venti ragazze. Fissava appuntamenti con le escort di lusso lungo le varie città d'Italia. Andava da loro con un kit di droga e alcol, e con l'idea di narcotizzarle. Le stordiva, le violentava e poi le rapinava di tutti i soldi in contanti che trovava in casa e scappava via.

E' stato arrestato domenica dagli agenti delle Volanti di Pisa. M. P., 51enne di Milano, con piccoli precedenti penali, era in un albergo della zona della stazione pisana. Su di lui gravava un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Milano. E' ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata e rapina. Era in Toscana da sabato. Aveva in programma di ripartire l'8 febbraio con un aereo per Mosca. Era quindi pronto a lasciare il Paese.

A dare il via alle indagini è stata la denuncia di una sua vittima nel novembre del 2016, una escort brasiliana - come molte delle sue vittime - residente a Milano. La donna aveva riferito di essere stata contattata dall'uomo e aver concordato una prestazione sessuale. Una volta con il 51enne, l'uomo le avrebbe offerto insistentemente una bevanda. Dopo averla provata, la donna ha perso i sensi.

 Al suo risveglio ha capito di essere stata stuprata e derubata di tremila euro. Alla polizia ha fornito il numero di cellulare del 51enne e le immagini delle telecamere di video sorveglianza del condominio, dove veniva inquadrato il suo volto. Nei giorni seguenti, consultandosi con altre colleghe escort, la brasiliana aveva appreso che l'uomo aveva già 'colpito' altre di loro. Una delle vittime aveva recuperato pure una carta di imbarco aereo intestata proprio a lui.

 

 

Le indagini permettono di ritrovare altre tre vittime certe ma i casi, spiegano gli agenti del Commissariato, sarebbero almeno venti, lungo tutto il paese. Nonostante la comprensibile difficoltà a rintracciare le donne per avere da loro diretta testimonianza dei fatti, i poliziotti sono riusciti ad ottenere importanti dichiarazioni da parte delle vittime. Il cerchio si è stretto attorno allo stupratore, fino all'arrivo dell'ordinanza e l'arresto.

 

 

 

TRUFFE ESCORT, TRUFFA ACCOMPAGNATRICI, ALTRE VITTIME

TRUFFA ALLE ESCORT
Truffa alle escort

Truffa alle escort nel web

Truffa alle escort, arrestate 7 persone.

Truffa alle escort, un’ulteriore conferma che questo settore in crescita ha bisogno di essere regolamentato, soprattutto ad opera dei siti leader.

Salve a tutti, lo staff di BoomVenus si è ripromesso di parlare di qualità, competenza, ma soprattutto di farvi aprire gli occhi dopo le ennesime e recenti “truffe” che accadono soprattutto per negligenza (come questa nuova ed ennesima truffa alle escort), mancanza di attenzione e diciamocelo pure.. quando si va al risparmio. Il web è il canale del futuro, tutto passa da un buon sito all’acquirente, e questa è la regola di mercato piu’ certa.

Un tempo c’erano le truffe ai danni dei piu’ deboli da parte di operatori di qualche marchio importante che si presentavano di casa tentando di farsi aprire la porta e leggervi il contatore.. mentre qualcuno ve la svaligiava. Dal pc nessuno potrà entrarvi in casa ma le truffe sono dietro l’angolo quindi forniremo un paio di consigli utili per non essere ingannati.

Da pochissimo è uscito un articolo che recita “truffa alle escort per 200 mila euro…”. Siamo consapevoli, noi di BoomVenus, della promiscuità che esiste nel settore annunci pubblicitari. Una escort accorta oramai sa bene di chi può fidarsi, conosce le regole di mercato, il prezzo giusto per uno spazio ben visibile e sa “annusare” se dietro un singolo sito c’è uno staff competente o un paio di ragazzini.

Quello che è capitato a tante escort è di aver pubblicato i propri annunci su siti internet, buoni o meno buoni non possiamo saperlo, e dopo qualche tempo sono state contattate da un sedicente promoter, venditore o agente, che proponeva loro uno spazio di punta nel sito in oggetto. Le signore a questo punto, ingolosite magari da un buon prezzo e ben consapevoli del traffico che può creare una posizione in cima alle classifiche di determinati siti, hanno purtroppo abboccato alla trappola di questa nuova truffa alle escort.

Il ragazzino, perchè di questo si tratta, si è preso i soldi sul conto di altri siti, non suoi e non al corrente della cosa, per poi scappare letteralmente senza aver prodotto alcunchè! Una vera e propria truffa alle escort. Ma non è l’unica in realtà. E’ arrivato anche il momento di lottare contro tutti quei siti truffaldini, questi ragazzetti che si propongono come tecnici programmatori e a malapena riescono a costruire un blog, e tutti i furboni che rubano letteralmente le foto da altri competitor o da cataloghi di modelle per poi inserirle in siti di pessima fattura proponendosi niente meno che come agenzia! Anche questa è una truffa alle escort!

Il pollo di turno, che non ha forse alba di cosa sia una compagnia di lusso di una top escort cade nella trappola acquistando un’ora del tempo di una modella ben ignara del trucco che non lo riceverà mai perchè il piu’ delle volte e all’altro capo del mondo. Ciò che queste “agenzie” vendono è solo un’immagine, voi pagate cifre ridicole pensando di poter avere l’onore di passare un’oretta con una di queste Veneri ed il risultato è che l’agenzia si intasca i soldi di tutti questi polli. Ora, è vero che gli utenti devono svegliarsi, ma non è nemmeno giusto ne possibile dare spazio nei motori di ricerca a questi truffatori che andremo ad estinguere sistematicamente. Con BoomVenus non accadrà MAI, non può succedere che qualcuno vi contatti da parte nostra se non noi, e lo faremo sempre con la stessa mail. Non credete a nessuno che si propone nostro agente.. imparerete a conoscere lo staff che risponderà alle diverse vostre esigenze. L’azienda che sta alla base di BoomVenus è un’azienda seria, operativa nel settore sem, seo e web marketing, e non essendo formata da qualche sciocco improvvisatore non verrà a proporvi come al mercato del pesce sconti per annunci al top. La qualità si paga e ben presto scoprirete che chi cerca la qualità si appoggia a BoomVenus. Alla larga da tutto ciò che puzza d’imbroglio e segnalatecelo sempre, saremo lieti di sollevare la questione nei luoghi preposti e di combattere insieme a voi tutta questa miriade di piccoli siti che crescono sulla buona fiducia delle persone e questi malfattori che gravitano intorno al mondo escort. Forza, è momento di pulizia… è momento di BOOMVENUS!!!

accompagnatìrici truffate da gestori di siti

Offrivano servizi internet inesistenti alle escort di tutta Italia per promuovere sul web le loro prestazioni. Sono sette le persone, tutte residenti nel Torinese, denunciate per una maxi truffa da 200mila euro ai danni di decine di prostitute. In cambio di maggiore visibilità su un sito di incontri, estraneo alla vicenda, la banda convinceva le prostitute “hi-tech” a ricaricare una carta Postepay.

Torino, truffa da 200mila euro alle escort di mezza Italia: sette denunce

Le vittime del raggiro erano già presenti su Internet con annunci pubblicati su siti dedicati agli incontri. Le escort venivano contattate da sedicenti incaricati di un sito di incontri che offrivano, in cambio di somme tra i 100 e i 200 euro, servizi web per dare maggiore visibilità ai loro annunci. Per risalire agli autori della truffa la polizia postale, in collaborazione con Poste Italiane e alcune banche, ha ricostruito i movimenti di denaro sospetti delle carte Postepay, sequestrate nel corso delle perquisizioni disposte dalla Procura di Torino.

Tante le truffate, poche le querele – Sono circa 200 le escort e accompagnatrici che secondo gli investigatori della polizia sono state truffate. Solo poche delle parti lese, però, hanno formalizzato la querela per ragioni di riservatezza. I sette denunciati, tutti italiani, hanno tra i 20 e i 39 anni.

 

CLIENTI CHE VANNO A ESCORT MINORENNI: PEDOFILI SENZA MORALE

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/10/01/nobile-i-clienti-delle-baby-escort_8680.shtml

 

Riportiamo il servizio delle Iene da cui si evince che una marea di clienti, uomini rispettabili con famiglia e figlie minorenni, si approfittano in maniera ignobile di ragazzine 15 enni. Pedofilia a tutti gli effetti. Mettiamo fine a questo schifo. Segnalate IL CLIENTE PEDOFILO

TRUFFA ESCORT: RAPINAVANO ESCORT ACCOMPAGNATRICI

 

Tra febbraio e marzo avrebbero compiuto tre delitti. Il “modus operandi” era identico: le ragazze venivano scelte tramite annunci sul web. Il branco era formato da cinque giovani incensurati. Decisiva la collaborazione delle vittime con i Carabinieri.

Nonostante la giovane età erano freddi, spietati e pianificavano con cura ogni mossa. Da quel che emerge dalle indagini svolte dai Carabinieri, si tratta di veri esperti del crimine che non si facevano scrupoli a rapinare giovani prostitute sudamericane. I Carabinieri di Reggio Calabria, ieri mattina, hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale Adriana Trapani dal gip dei Minori Sebastiano Finocchiaro, nei confronti di altrettanti giovani reggini, ritenuti responsabili di tre rapine aggravate in danno di escort sudamericane, commesse in città nei mesi di febbraio e marzo di quest’anno. All’alba le manette sono scattate ai polsi di Giuseppe Rodà, classe 1994, Giorgio Puntorieri, classe 1994, Giuseppe Papasergio, classe 1993, e Benito Marra Mentola, classe 1994, che sono stati ristretti nella casa circondariale di via San Pietro, così come Alfonso Molinetti, classe 1995, all’epoca dei fatti minore ma che nel frattempo ha raggiunto la maggiore età. Il sesto appartenente al branco è il diciassettenne R.A., che è stato raggiunto dalla misura di custodia nel carcere minorile di Potenza dove si trovava già ristretto perché ritenuto responsabile di un’altra rapina in abitazione. Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo aver individuato le vittime tramite annunci pubblicati sul web, uno dei rapinatori si fingeva cliente e si presentava nell’abitazione delle malcapitate vittime. Una volta entrato, per le donne iniziava l’incubo. Il finto cliente le minacciava con una pistola e faceva entrare in casa i complici. Dopo aver legato e immobilizzato le vittime, frugavano in tutta la casa in cerca di soldi, preziosi, telefonini. Dopo avere ultimato la rapina continuavano a minacciare pesantemente le vittime di non chiamare subito i soccorsi. In una rapina, una delle vittime è stata colpita con il calcio della pistola. Secondo i carabinieri, la sfrontatezza dei giovani rapinatori era tale da farli agire a volto scoperto e anche in abitazioni che avevano frequentato in precedenza come clienti delle escort che poi rapinavano. Decisiva è stata la collaborazione offerta dalle vittime che ha consentito ai militari della Compagnia cittadina di individuare il gruppo e mettere fine alle scorribande del branco. È stata proprio quella tecnologia tanto amata e utilizzata dagli autori dei reati a consentirne l’identifica - zione. Uno dei rapinatori ha contattato una vittima per fissare un appuntamento. Dopo la rapina la donna ha inserito quel numero a lei sconosciuto nella sua rubrica e subito l’applicazione WhatsApp, a quel numero ha abbinato una foto. La ragazza – in questa storia anche le vittime sono poco più che adolescenti –, ha riconosciuto in quella foto uno degli autori della rapina, lo stesso che era già stato suo cliente. Non appena la vittima si è presentata ai Carabinieri con quell’indizio decisivo è iniziato il lavoro certosino dei militari. I carabinieri hanno cominciato un’intensa attività investigativa, fatta di intercettazioni, analisi dei tabulati telefonici, controllo dei profili dei social network più diffusi e appostamenti. Le indagini hanno consentito ai militari, nel giro di pochi giorni, di identificare gli autori delle rapine. L’inchiesta è stata diretta su un duplice binario: dalla Procure della Repubblica e da quella dei Minori, in particolare dal sostituto procuratore Luca Miceli e dal procuratore dei minori Carlo Macrì. Alla base della richiesta della misura cautelare avanzata dal pm al gip (che l’ha accolta) vi sono le solide motivazioni: numero delle rapine commesse in un breve lasso temporale (febbraio- marzo 2013), il numero dei partecipanti ai singoli episodi delittuosi, la disponibilità di un’ar - ma, le modalità delle condotte poste in essere dimostrano sia che le rapine contestate agli indagati, lungi dall’essere frutto di determinazioni estemporanee, rappresentano il frutto di piani ben programmati e sia che gli autori hanno agito con fermezza e scaltrezza nonostante sapessero di poter essere riconosciuti, in quanto clienti o per la presenza di circuiti di videosorveglianza nei pressi degli appartamenti presi di mira. Il movente alla base delle condotte poste in essere dagli indagati è economico; la freddezza e la programmazione che ne hanno caratterizzato la fase esecutiva, nonchè l’assoluta futilità dei motivi. Dalle indagini è emerso, infine, che le modalità dei reati e la scelta delle vittime inducono a riscontrare un elevato grado di pericolosità degli indagati che, pur se incensurati, hanno dimostrato di non aver alcun rispetto per l’in - columità della persona e di aver man mano perso i freni inibitori ponendo in essere condotte via via più cruente; infatti negli ultimi due episodi le vittime, oltre ad essere minacciate con una pistola, sono state legate, imbavagliate e prese a schiaffi.

ESTORSIONE E TRUFFA AI DANNI DI UNA ESCORT

ESTORSIONE E TRUFFA AI DANNI DI UNA ESCORT

fonte: http://www.genovatoday.it/cronaca/arresto-truffa-escort-estorsione.html

 

Truffa e estorsione a escort, arrestato genovese

'uomo aveva di fatto preso di mira una escort, aveva creato su internet vari profili assumendo di volta in volta identità fittizie per trarre in inganno la donna con l’intento di sottrarle diverse migliaia di euro.

 

La vicenda trae origine dalla denuncia presentata nei giorni scorsi da una giovane casalinga genovese, “Graziella” (nome di fantasia) che, separata e madre di due bambini, vittima della crisi economica e con la necessità di provvedere al sostentamento dei figli, aveva deciso di arrotondare le scarse risorse economiche decidendo di prostituirsi. “Graziella” si era infatti iscritta telematicamente ad un sito internet dedicato ad “incontri particolari” mediante il quale veniva contattata sul proprio profilo da “clienti” interessati alle sue prestazioni.

In tale contesto, circa due mesi fa, aveva ricevuto dei contatti da “Dario”, presentatosi come un “gigolò” dedito alla prostituzione sia maschile che femminile, che le proponeva di “unire insieme le proprie esperienze professionali” al fine di incrementare la cerchia dei rispettivi clienti. La costante opera di convincimento del fantomatico “Dario” otteneva l’effetto che tra i due si creasse, seppur virtualmente, un rapporto di amicizia con lo scambio di confidenze personali.

 

Dopo circa un mese, “Graziella” ha ricevuto la proposta, sempre virtualmente, da un altro cliente presentatosi come “Luca”, che gli propone un incontro sessuale a quattro in una villa del levante ligure a cui avrebbe dovuto partecipare anche una giovane ragazza inesperta. Il sedicente “Luca” di fatto le premetteva che l’ avrebbe fatta contattare dalla giovane “Giulia” a cui avrebbe dovuto fornire “consigli pratici” in virtù della sua “particolare esperienza” nel settore. “Graziella” viene così ulteriormente “contattata telematicamente” dalla sua “allieva” a cui fornisce, su richiesta di quest’ultima, “consigli pratici”.

Dopo poco tempo “Graziella” riceve sul proprio profilo “chat” delle minacce da tale “Vincenzo”, dichiaratosi il padre della giovane “Giulia” che, dopo aver premesso che “la figlia era minorenne”, le addossa la responsabilità di averla fatta prostituire insieme a “Luca”, richiedendo contestualmente, per non denunciarla, la somma di 7.000 euro.

“Graziella” viene contattata nuovamente telematicamente dal sedicente “Dario” che le riferisce di aver appreso delle minacce di “Vincenzo” dichiarandosi disposto a far da tramite per la consegna del denaro a quest’ultimo. “Graziella”, spaventata dalla situazione acconsente di fornire il denaro consegnando in una occasione la prima rata di circa 1.000 euro al fantomatico “Dario”.

I contatti minacciosi di “Vincenzo” però non cessano visto che questi pressa “Graziella” per la consegna di altri 5.000 euro, minacciandola pesantemente.

 

A questo punto “Graziella”, spaventata oltremodo dalla situazione, presenta denuncia ai Carabinieri di San Martino, riferendo che la consegna del denaro sarebbe dovuta avvenire nella mattinata del primo agosto nei pressi di un bar nella zona di piazza Manin e che la somma l’avrebbe dovuta consegnare al “Dario” per l’inoltro al “Vincenzo”.

 

Gli investigatori assistono da vicino alla consegna del denaro da parte di “Graziella” al sedicente “Dario”,intervenendo immediatamente dopo l’allontanamento della donna ed identificando l’uomo. Quest’ultimo tentava di corrompere i militari offrendo loro l’intera somma di 5.000 euro appena ricevuta dalla sua vittima, ottenendo invece l’effetto di un immediato arresto per “induzione alla corruzione di pubblico ufficiale”.

 

Una serie di mirate perquisizioni sugli apparati telematici (personal computer, note – book, tablet e telefoni cellulari) in possesso dell'uomo permetteva di accertare che l’uomo aveva creato profili ad hoc dei vari “Dario”, “Luca”, “Giulia” e “Vincenzo” allo scopo di poter impunemente truffare “Graziella”. L'uomo ha ammesso le proprie responsabilità in merito, tentando di minimizzarle come “un gioco da cui si era fatto prendere la mano”.

 

 

Arrestato, si trova attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Marassi poiché indagato, oltre che il tentativo di corruzione nei confronti dei carabinieri, anche per l’estorsione in danno della giovane “escort”. Sono in corso ulteriori indagini sugli apparati telematici in sequestro per accertare l’eventuale commissione di altri episodi con modalità simili.

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La truffa delle escort: clienti pagavano le escort con assegni in bianco come anticipo degli incontri, godevano della prestazione e poi sparivano

La truffa delle escort: clienti pagavano le escort con assegni in bianco come anticipo
degli incontri, godevano della prestazione e poi sparivano-

Pubblicavano sul web falsi annunci di incontri con giovani escort Davano un anticipo ala escort con assegni in bianco  poi sparivano.

La truffa ecort accompagnatrici che ha fatto finire in manette il 39enne goriziano Leonardo Ferigo è stata scoperta grazie a un’indagine della Squadra Mobile di Gorizia, allora retta da Massimiliano Ortolan.
Un’indagine partita a settembre dopo diverse denunce e culminata venerdì scorso con l’esecuzione, in collaborazione con la Polizia postale del capoluogo isontino e la Mobile di Udine, di due ordinanze di custodia cautelare chieste dal pm Valentina Bossi e concesse dal gip Massimiliano Raineri.

Il meccanismo era semplice. Secondo gli inquirenti, infatti, Ferigo chiamava le esccort assiduamente su diversi siti internet, tra cui “ilmercatone.com” e “bakeka”, tacchi a spillo numerosi annunci di incontri con escort  attraverso lo pseudonimo di “dr. Carselli”, molte escort e accompagnatrici sono state truffate e hanno denunciato il truffatore delle escort

STRADALE CON TENTATIVO DI VIOLENZA CARNALE, TRUFFA, RAPINA, E BOTTE

 

Sobo felicissima che finalmente qualche escort si e' decisa a segnalare i clienti
pericolosi, i perditempo, i truffatori colossali di escort e accompagnatrici oltre di girls.
Ebbene, io sono una stradale abbastanza atipica. Mi metto nella mia auto parcheggiata
in un campo che pero' e' ben visibile a chi passa sullo stradone principale.
Di solito incontro uomini annioiati, stressati cha hanno solo bisogno di un pompino per rilassarsi, ma metto anche
degli annunci su internet. Segntevi questo numero: +393394829745, certamente se non e' scemo non sarà intestato a lui.
E' un camionista, cosi' mi ha detto, dalle buone maniere all'inizio, poi pretende per 50 euro tutto scoperto, culo figa e pompa con bevuta.
Mi sono rifiutata. Al mio no, mi ha proposto un assegno e i gli ho detto: " ma pensi di truffare, di dare missili ad una escort? Mi ha preso per i capelli e mi ha picchiata. Stava cercando i violentarmi
ma tengo un cacciavite a portata di mano e gliel'ho ficcato proprio dentro al palmo. Sanguinava parecchio. Mi ha dato un pugno
e mi ha rubato la borsa con tutti i miei soldi.
Non l'ho denunciato, l'auto e' nera targata Bologna, un coupe,scusate se non riesco a darvi piu' dettagli ma
sono ancora molto scossa.
Avanti ragazze, donne, aiutiamoci!

E ora di dire basta a queste truffa escort, a queti uomini meschini che la passano sempre liscia. Insomma il porco m ha tirato un pacco, mi ha rubato i soldi di un intero pomeriggio. La prossima volta mi porto una pistola.

Truffa una escort: denunciato un cinquantaquattrenne di Benevento

 è stato denunciato all’autorità giudiziaria del capoluogo sannita dai Carabinieri della Aliquota Operativa della Compagnia di Montesarchio.

L’uomo, infatti, millantando il suo essere responsabile di un’attività di indagine che, fra gli altri, vedeva coinvolta una escort della valle caudina, aveva indotto quest’ultima ad “offrirsi” gratis in cambio della sua esclusione dalle investigazioni e, non pago, aveva provato a farsi consegnare anche denaro contante, richiedendole alcune centinaia di euro. Una truffa a tutti gli effetti contro una escort!

L'accompagnatrice truffata inizialmente intimorita ed assoggettata, ha tuttavia trovato la forza di denunciare il truffatore: è scattata, così, l’operazione dei militari che hanno intercettato il pregiudicato dopo l’ennesimo contatto al fine di ottenere il denaro.

Condotto in Caserma, è stato identificato e deferito alla Magistratura.

escort truffata, violentata, e rapinata a Pescara

FONTE: http://www.altopascio.info/2014/07/24/pescara-prostituta-stuprata-e-rapinata-arrestato-34enne/

24 luglio 2014

Un 34enne di Francavilla al Mare è stato messo in manette dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pescara in quanto avrebbe stuprato, truffato e rapinato varie escort, accompagnatrici e stradali

Il 34enne, senza lavoro e celibe, avrebbe violentato una prostituta romena, lo scorso primo luglio, e cercato di stuprare una seconda prostituta.

I militari hanno perquisito la casa del violentatore ed hanno trovato una scacciacani senza tappo rosso. Ora il 34enne è in prigione su disposizione del gip Gianluca Sarandrea: dovrà rispondere di violenza sessuale, sequestro di persona, minacce aggravate e tentata rapina a mano armata.
I militari ritengono che l’uomo, in passato, abbia violentato altre donne.

ESCORT E TRUFFE, APPUNTAMENTI MANCATI, FALSI INCONTRI, PERDI I SOLDI E SCAPPA

Questo sito è stato creato per dare una mano a  escort, accompagnatrici, topclass escort, stradali, girls, loft che hanno subìto ladrocini, violenze carnali ( una ragazza che esercita la professione di prostituta non è un brandello di corpo da usare,  di cui cibarsi o vomitare. Il fatto di essere pagata per una prestazione sessuale e di essere considerata, in molti casi, una disgraziata disonesta e corrotta, non impedisce alla stessa di dire NO a un certo tipo di richiesta, come l'essere sodomizzata, o l'obbligarla a dissetarsi di umore umano! Se pretendete certe schifezze, andate nel pollaio di vostra nonna, prendete una gallina e scuoiatela con il vostro piccolo cazzettino sfigato. Fate a lei quello che volete e poi mangiatela con vostra madre, ok?

 

Molte di queste signorine sono vittime anche di truffe, le truffe delle escort, truffe delle accompagnatrici.

Ci sono già arrivate decine di segnalazioni, ma siamo solo all'inizio di una grande azione di guerra contro certi clienti che sarebbero da querelare e conseguentemente da condannare. Peccato che esista una certa magistratura ancorata ad un maschilismo atavico, che sia portatrice fedele dell'ideale del patriarcato medievale ( certamente apprezzeranno il  "malleus maleficarum", e se non sapete cosa sia, cercate su wiki! ) e  che assolve per il 95% dei casi il cliente imputato di certi reati dalla pena edittale molto alta.

Questa situazione rende la passeggiatrice restia a denunciare il PORCO che le ha truffate, violentate, rapinate. L'unico modo che è rimasto per difendersi è quello di unire le forze e segnalare i numeri di telefono di questi maiali, fornendo inoltre una descrizione fisica precisa. Segnatevi anche targa e tipo di auto, perchè no.

E' necessario rendere la spregevole vita di certi misogeni, impotenti e sadici, molto dura.

Che tutti sappiano chi sono, VOGLIAMO I NOMI cosi' che nessuna escort accompagnatrice, girl o loft sia mai piu' ritrovata assassinata; che nessun'altra escort sia mai piu' truffata, rapinata, o nel migliore dei casi, presa in giro a causa di appuntamenti mancati, mancato pagamento, o fuga del cretino

TRIBUNALE di ROMA: “La prostituta ha diritto di esser pagata” cliente condannato

Tempi duri per i truffatori di escort, per i furbetti che si approfittano delle meretrici per prenderle per il culo.

Questo che postiamo rappresenta un precedente a cui ne segurano anche altri. Forza denunciate questi truffatori!

da la stampa

Sentenza del Tribunale di Roma: non si può ritenere un «ingiusto profitto»



Non si può ritenere «ingiusto il profitto» preteso da una prostituta che ha avuto un rapporto sessuale con un cliente e vuole essere pagata, ma anzi questa pretesa, «sino ad oggi non tutelata dall’ordinamento per una certa interpretazione» del «buon costume», è legittima e si dovrebbe anche consentire di intentare una causa civile «a fronte dell’omesso pagamento». È un passaggio di un’innovativa sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato a 4 mesi una nigeriana che con sms minatori aveva richiesto a un cliente i 100 euro pattuiti per una prestazione sessuale, riqualificando, però, il reato contestato da estorsione (rischiava dai 6 ai 20 anni di reclusione) in violenza privata. 



Secondo il collegio giudicante (presidente Marcello Liotta e giudice estensore Paola Di Nicola), infatti, «tra le prestazioni contrarie al buon costume ai sensi dell’art. 2035 codice civile» non può essere «ricompreso l’esercizio della prostituzione (...) trattandosi di attività ampiamente diffusa nella collettività oltre che consentita dall’ordinamento giuridico». Anzi, scrivono i giudici, «se un profilo di contrarietà al buon costume c’è (...) esso riguarda il cliente che approfitta della prestazione sessuale della prostituta». 



Tuttavia, «secondo l’orientamento consolidato» il «rifiuto del cliente» a pagare «è un atto consentito poiché nessuna forma di tutela è prevista per ottenere detto compenso non essendo riconosciuto il diritto di pretenderne il pagamento». Il Tribunale di Roma riconosce, invece, questo diritto alla prostituta, dopo una lunga analisi sul fenomeno della prostituzione in Europa e in Italia e sul concetto di buon costume. E arriva a sancire che «il profitto della prostituta è giusto (da qui la `cancellazione´ del reato di estorsione che richiede un profitto ingiusto, ndr)», anche perché, nel caso concreto, la donna nigeriana «giovanissima, che non conosce una parola di italiano e proprio per questo inevitabile vittima di tratta e di sfruttamento (...) non può collocarsi su un piano di parità rispetto al suo cliente italiano, professionalmente inserito, economicamente forte che, si serve in modo arrogante proprio di questa posizione di potere per non pagare i servizi sessuali ricevuti». 

il video commento alla sentenza

http://www.lastampa.it/2014/06/25/multimedia/societa/un-minuto-obliqua-mente/una-prostituta-va-pagata-ma-il-cliente-pu-rifiutarsi-q5uKpGCH1yrBpSaStycuCP/pagina.html - See more at: http://forum.chatta.it/politica/8274765/tribunale-di-roma-la-prostituta-ha-dir.aspx#sthash.CusTbEtK.dpuf

 

 

 

 

 

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truffa con escort, 5 arresti accompagnatrici
 

Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e due arresti domiciliari a Varese nei confronti dei componenti di una banda di finti clienti che contattando siti internet ad hoc e  pubblicizzavano l'offerta di incontri sessuali a pagamento con ragazze escort. I clienti non pagavano, e truffavano consistenti somme di denaro, per una prestazione che poi non si realizzava perchè il cliente spariva

 

Le prime email giunte in redazione: CLIENTI PAZZI LUGLIO 2014

1) Ciao alla redazione. Ho appena trovato il vostro sito e se non vi dispiace, vorrei mantenere l'anonimato. Attenzione al cliente che descrivo di seguito:

lui mi ha detto di chiamarsi Oliviero, ma sicuramente e' un nome di fantasia. Anziano, bruttarello, con pancia e peli anche sulla schiena. Mi ha invitato ad una nottata nel suo hotel a Roma, io sono di Milano. Mi son voluta fidare senza chiedergli una caparra, ho speso i soldi per l'aereo e sono giunta sul posto. I patti eran chiari al telefono: tu paghi l'aereo, l'albergo e il mio regalino. Arrivo, vedo questo cesso e chiedo subito le mie 1500 euro. Lui mi dice: " ma no dai, non davanti a tutti, beviamoci qualcosa e quando siamo in camera ti pago" . Come una scema io dico: "ok".

Beviamo un drink. Saliamo, mi salta addosso e mi mette le mani nelle mutande come un forsennato. Mi incazzo, e gli chiedo i soldi. Lui comincia a rompere e a contrattare addirittura offendendomi: " Ma non sei mica cosi' figa come pensi, sei solo una troietta da 4 lire, 1500 euro col cazzo che te le do, al massimo 200 euro." Al che mi viene voglia di spaccargli la testa, ma mi contengo. Gli dico che i patti erano chiari e che già gli avevo fatto un favore a non chiedergli un acconto. Che mi ero fidata. Ho urlato che se non mi avesse dato il dovuto me ne sarei andata. Lui mi mette le mani al collo e mi dice " Sei solo una troia e se non scopi ti ammazzo". Ho preso la lampada che era sul comodino e gliel'ho pestata in testa. Mi stava ammazzando. Ma io non ho mica mollato. H rilanciato: " e adesso mi dai i miei fottuti soldi pezzo di merda, che fai pure schifo vecchio puzzone sembri un maiale". Lui ha aperto il portafoglio e  mi ha fatto vedere che aveva solo 500 euro. Me li sono fatta dare e me ne sono andata.

Mai piu' senza caparra, mai mai mai. IL suo numero è questo 348/0421864

Ciao e speriamo veramente che questo nuovo sito sia la soluzione per far passare la voglia a questi maledetti figli di puttana di menare le escort e di trattarle come se fosse merda! Intanto un bel colpo in testa se l'e' preso, ma io ho ancora i segni sul collo. Ciao, Elena.

 

2) Provo a scrivere a voi per segnalare un maiale che voleva a tutti i costi mettere il suo "coso" nel mio culo. Io non lo faccio, non ci riesco e ho sempre lavorato bene. Glielo avevo anche detto, ma non e' stato sufficiente. Ha tentato di stuprarmi dicendo che voleva fare solo una pecorina, io mi sono girata e invece il bastardo me lo ha infilato per un pezzo. Mi sono salvata perchè il dolore era cosi' intenso che mi ha fatto scatenare come una cavalla impazzita.  Gli ho dato un calcio in faccia da dietro.Questo putrido si era anche tolto il preservativo! Sono riuscita a buttarlo giu' dal letto. Mi sono rivestita proprio al volo e me ne sono andata via correndo. Lui pero' mi ha inseguita mezzo nudo per tutte le scale sino in mezzo alla strada. Era ubriaco marcio e urlava che lo avevo rapinato. Il suo numero e' questo: 328/8974311

E' alto, magro sulla 40 ina. Dice di fare il medico oncologico. Mi sa che il tumore ce l'ha lui al fegato. Grazie per lo spazio concessomi, e spero che mi pubblicherete. Tutte insieme ci salveremo da questi malati mentali. Un abbraccio a tutte, Sarah

 

3) Buona sera da Harmida ma non volio che mio nome appare e cosi' vi do mio nome finto perchè ho paura di clienti. Io ricevo a Milano in stazione centrale ma non aceto negri solo italiani. Una sera viene a trovarmi uno che mi aveva trovato su escortforumit.xxx, loro mi avevano promeso tanti clienti bravi e buoni, ma non e' vero. Era arrivato uomo di 35 ani riccio di capeli e con ochiali. mi diceva, prima scopiamo e poi io dare soldi. Io non essere stata dacordo, lui chiamare me puttana grassa e di fare a lui pompino con sbora. Io avevo urlato e per fortuna arrivata mia colega transes che lo avere mandato via. Lui avere tirato fuori caciavite e minaciato me e amica transes. mia amica lo avere buttato giu' da scale e avere preso bastone. alla fine pazzo non ci era piu era scapato da paura!

Il suo numero essere questo 392-0070700 ATENTE!